Materiale che sparisce
Esce dal magazzino per un cantiere, ne avanza metà e torna nel furgone di qualcun altro. A fine anno l'inventario non torna mai.
«Avevamo venti sacchi, dove sono finiti?»
Magazzino
Il magazzino si aggiorna mentre si lavora. La bolla del fornitore fotografata su WhatsApp diventa un carico, il materiale dichiarato nel rapportino diventa uno scarico sul cantiere. Giacenze vere, senza inventari a sorpresa.
I gestionali di magazzino chiedono a qualcuno di registrare ogni movimento. In un'impresa con squadre in giro quel qualcuno non c'è, e le giacenze a sistema smettono di essere vere dopo una settimana.
Esce dal magazzino per un cantiere, ne avanza metà e torna nel furgone di qualcun altro. A fine anno l'inventario non torna mai.
«Avevamo venti sacchi, dove sono finiti?»
Te ne accorgi la mattina, con la squadra ferma ad aspettare il fornitore. E l'ordine urgente costa di più.
«Il cemento è finito, fermi tutti.»
Il materiale preso dal magazzino non viene mai addebitato al cantiere in cui è stato posato: il margine sembra più alto di quello che è.
«Quel tubo l'abbiamo messo su Via Roma o su Corso Italia?»
RaDi non chiede a nessuno di registrare movimenti: li ricava dai documenti che la squadra produce comunque. La bolla di consegna carica, il rapportino scarica sul cantiere giusto, il DDT di uscita trasferisce. Tu vedi solo il risultato.
Articoli, depositi e movimenti, collegati ad acquisti e cantieri.
Codici, unità di misura, fornitori e prezzi d'acquisto. Gli articoli nuovi nascono dalle bolle, senza inserimento a mano.
Sede, magazzini secondari, furgoni e cantieri: ogni luogo ha la sua giacenza e sai sempre dov'è il materiale.
Il capocantiere fotografa il DDT del fornitore su WhatsApp: articoli e quantità entrano a magazzino e vengono abbinati all'ordine.
«Montati 5 pezzi» nel vocale diventa uno scarico di 5 pezzi sulla commessa. Il costo del materiale entra nel consuntivo.
Sotto la soglia RaDi propone l'ordine al fornitore abituale, con le quantità degli ultimi acquisti.
Documenti di trasporto per il materiale che esce verso cantieri e clienti, numerati e collegati alla commessa.
Non serve fermarsi per l'inventario: il magazzino si popola con il lavoro di tutti i giorni.
Da Excel o direttamente dalle bolle che arrivano. Imposti depositi e scorte minime per gli articoli che contano.
Foto delle bolle e vocali dei rapportini su WhatsApp: carichi e scarichi si registrano da soli.
Giacenze, valore e materiali per commessa in dashboard, con la proposta d'ordine quando una scorta scende.
Il magazzino di un'impresa edile o di impianti non è un capannone con gli scaffali numerati: è la sede, sono i furgoni delle squadre, sono i cantieri dove il materiale resta per settimane. Gestirlo bene vuol dire sapere in ogni momento cosa c'è, dove si trova e su quale lavoro è stato usato, senza chiedere a qualcuno di registrare ogni movimento.
Ogni articolo ha una giacenza che sale con i carichi e scende con gli scarichi. I carichi nascono dagli acquisti, documentati dal DDT del fornitore; gli scarichi nascono dall'uso, cioè dal materiale posato in cantiere o venduto al cliente. La giacenza a sistema è affidabile solo se entrambi i movimenti vengono registrati sempre, ed è qui che i gestionali tradizionali falliscono: chiedono a chi è in giro di fare data entry.
Il modo che regge nel tempo è ricavare i movimenti dai documenti che la squadra produce comunque: la foto della bolla per i carichi, il rapportino di fine giornata per gli scarichi. Il magazzino diventa un effetto collaterale del lavoro, non un lavoro in più.
La scorta minima è la quantità sotto la quale un articolo va riordinato per non restare senza durante i tempi di consegna del fornitore. Si stabilisce guardando il consumo medio e i giorni che servono per riavere la merce; per gli articoli che fermano una squadra se mancano, conviene tenerla più alta.
Un buon sistema avvisa quando un articolo scende sotto soglia e prepara la proposta d'ordine con il fornitore e le quantità abituali. L'ordine urgente fatto la mattina, con la squadra ferma, costa sempre di più di quello fatto per tempo.
Per il magazzino della sede servono anche gli strumenti classici. Ogni articolo può avere il suo codice a barre o un QR stampato da RaDi, e ogni deposito le sue ubicazioni (scaffale, ripiano, furgone): dal telefono si inquadra il codice per caricare, scaricare, trasferire o contare la merce.
Il conteggio d'inventario si fa così, corsia per corsia, con le differenze rispetto alla giacenza registrate come rettifiche. Per i materiali che arrivano e partono con la squadra resta la strada più veloce: bolla fotografata per il carico, rapportino per lo scarico.
Le imprese in contabilità ordinaria devono redigere l'inventario a fine esercizio, e il valore delle rimanenze incide sul risultato del bilancio. I metodi più usati per valorizzarle sono il costo medio ponderato e il FIFO, in cui le prime merci entrate sono considerate le prime uscite: la scelta va concordata con il commercialista e mantenuta nel tempo. RaDi valorizza le giacenze con il metodo che imposti, costo medio ponderato o FIFO.
Se le giacenze sono vere tutto l'anno, l'inventario diventa una verifica a campione invece di un fermo di due giorni. E le differenze che emergono indicano dove il materiale si perde: un furgone, un cantiere, un tipo di articolo.
Il materiale preso dal magazzino e posato in cantiere è un costo della commessa esattamente come quello comprato apposta. Se non viene scaricato sul lavoro giusto, il margine della commessa sembra più alto di quello reale e il magazzino sembra perdere merce.
Collegare scarichi e commesse permette di confrontare il materiale usato con quello previsto nel preventivo e di accorgersi in tempo degli sprechi. È anche la base per preventivi più precisi la volta successiva.
Ogni modulo legge i dati degli altri: il rapportino aggiorna commessa, magazzino e presenze, la fattura aggiorna scadenziario e cassa. Un solo archivio, dal preventivo all'incasso.
Prova RaDi per 30 giorni: fotografa la prossima bolla su WhatsApp e guarda il carico comparire in magazzino.
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