Fatture fornitori da controllare riga per riga
Per capire se la fattura è giusta bisogna ritrovare l'ordine e la bolla. Spesso si paga sulla fiducia, a volte si paga due volte.
«Questi 40 metri di tubo sono arrivati davvero?»
Acquisti e spese
Ordini ai fornitori, fatture passive lette dall'AI e note spese fotografate dagli operai. Tutto abbinato a DDT e commessa, così il costo entra nel margine il giorno in cui arriva, non a fine mese.
Fatture via SdI, bolle nel furgone, scontrini nel portafoglio degli operai. Finché qualcuno non li abbina a mano, il costo esiste ma la commessa non lo sa.
Per capire se la fattura è giusta bisogna ritrovare l'ordine e la bolla. Spesso si paga sulla fiducia, a volte si paga due volte.
«Questi 40 metri di tubo sono arrivati davvero?»
Il capocantiere chiama il fornitore, il prezzo concordato non lo scrive nessuno e a fine mese la fattura non torna con il preventivo.
«Ma a quanto ce l'aveva fatto il ferro?»
Gasolio, ferramenta, pranzi in trasferta: le note spese si consegnano a fine mese, quando metà scontrini sono spariti.
«Lo scontrino del gasolio l'ho perso.»
Quando una fattura fornitore arriva dallo SdI, RaDi la legge, la abbina all'ordine e alla bolla, la assegna alla commessa e la mette in scadenza. Ti avvisa solo quando qualcosa non torna: un prezzo diverso, una quantità in più, una bolla che manca.
Il ciclo passivo completo, dal fabbisogno al pagamento, collegato ai cantieri e al magazzino.
Crei l'ordine dalla commessa o dal magazzino sotto scorta, lo mandi al fornitore e lo ritrovi quando arrivano bolla e fattura.
Le fatture passive arrivano dallo SdI e l'AI ne estrae fornitore, righe, importi e scadenza. Per i documenti non elettronici (fornitori esteri, PDF, scontrini) basta una foto.
Il confronto a tre vie lo fa RaDi: quantità consegnate, prezzi concordati e importi fatturati. Le differenze sono evidenziate prima di pagare.
L'operaio fotografa lo scontrino e lo manda in chat: importo, data, categoria e cantiere arrivano in dashboard da approvare.
Affitti, utenze, assicurazioni, leasing dei mezzi: le spese generali hanno il loro posto e pesano sul margine aziendale, non sulle commesse.
Materiali, noli e subappalti finiscono sulla commessa appena registrati: il consuntivo è sempre aggiornato.
Tre passaggi, e la maggior parte li fa l'AI.
L'ufficio crea l'ordine, oppure il capocantiere fotografa la bolla quando arriva il materiale.
Quando la fattura arriva dallo SdI, RaDi la legge e la collega a ordine, bolla e commessa.
Controlli solo le differenze, approvi e la scadenza entra nello scadenziario e nella cassa prevista.
In un'impresa che lavora in cantiere gli acquisti sono una delle voci di costo più pesanti, e anche la più dispersa: ordini al telefono, bolle nel furgone, fatture che arrivano settimane dopo, scontrini nelle tasche degli operai. Gestire bene il ciclo passivo vuol dire sapere cosa hai comprato, per quale lavoro e a che prezzo, prima di pagarlo.
Il ciclo passivo ha quattro momenti: l'ordine al fornitore con prezzi e quantità concordati, la consegna documentata dal DDT, la fattura del fornitore e il pagamento alla scadenza. Ogni passaggio produce un documento, e il controllo vero sta nel confrontarli fra loro.
Il documento di trasporto non è più obbligatorio per far circolare la merce, ma resta la prova di cosa è stato consegnato e permette la fatturazione differita, che va emessa entro il 15 del mese successivo alla consegna e richiama i DDT a cui si riferisce. Per questo una bolla persa è spesso un costo che non si riesce più a contestare.
Il controllo a tre vie confronta quantità ordinate, quantità consegnate e quantità fatturate, e verifica che il prezzo in fattura sia quello concordato. Fatto a mano richiede di ritrovare tre documenti per ogni riga, ed è il motivo per cui in molte imprese le fatture si pagano sulla fiducia.
Con le fatture passive che arrivano dallo SdI in formato elettronico, il confronto si può automatizzare: l'AI legge righe e importi, li abbina all'ordine e alla bolla e segnala solo le differenze. L'ufficio passa dal controllare tutto al decidere sulle eccezioni.
Gasolio, ferramenta, pasti in trasferta: le spese anticipate dalle squadre sono piccole una per una, ma sommate su un anno pesano. Il problema non è l'importo, è il giustificativo: lo scontrino va conservato e associato alla persona, alla data e possibilmente al cantiere, altrimenti il rimborso diventa una discussione e il costo non entra nella commessa.
Accanto ai costi di commessa ci sono le spese generali (affitti, utenze, assicurazioni, leasing dei mezzi) che non appartengono a un cantiere ma vanno coperte dai margini di tutti. Tenerle separate è l'unico modo di sapere se le commesse rendono abbastanza da pagare la struttura.
Per un'impresa con squadre il software degli acquisti deve parlare con il cantiere: ogni costo assegnato a una commessa, le bolle che caricano il magazzino, le fatture passive lette in automatico e messe in scadenza. Deve anche funzionare per chi è sul campo, che non aprirà mai un gestionale per caricare uno scontrino ma manda volentieri una foto su WhatsApp.
Infine, i dati devono arrivare al commercialista senza essere ricopiati: fatture ricevute e prima nota esportate in un clic, nel formato che lo studio usa.
Ogni modulo legge i dati degli altri: il rapportino aggiorna commessa, magazzino e presenze, la fattura aggiorna scadenziario e cassa. Un solo archivio, dal preventivo all'incasso.
Prova RaDi per 30 giorni: la prima fattura fornitore che arriva la legge l'AI, e il costo è già sulla commessa giusta.
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